In Italia il grano si affermò in modo particolare, tant’è che ancora oggi è possibile vedere a Roma un curioso monumento eretto alla gloria dei fornai: una specie di torre formata da grandi vasi in cui si lasciava lievitare il pane, e ai piedi del monumento “Questo sepolcro appartiene a Marco Virgilio Eurisace, fornaio, appaltatore, apparitore”.
Le varietà note, derivate dalle specie maggiormente coltivate, sono numerosissime e si aggirano a qualche migliaio. I frumenti teneri comprendono il maggior numero di varietà ed hanno la massima estensione colturale anche perché sono i soli in coltivazione nei paesi nordici. I grani duri, invece, sono più tipici dei paesi meridionali.
L’Italia è un forte produttore di frumento, dovuto tra le altre cause al clima favorevole a questa coltura. Il frumento occupa circa il 35% dei nostri seminativi, circa un terzo dell’intera superficie in rotazione agraria ed il 70% della superficie coltivata a cereali. Da quando l’uomo ha imparato a coltivare il grano lo ha seminato ovunque e ne ha create diverse specie. Per poter essere coltivato il grano necessita di temperature fra i 15 e i 18 gradi; predilige terreni alluvionali e argillo-calcarei, altitudini inferiori agli 800 metri. Teme l’eccessiva umidità da Novembre a Marzo, e l’aridità da Aprile a Giugno.
Nella pratica agricola, i frumenti si distinguono in invernenghi ed in marzuoli. Queste due definizioni si riferiscono al diverso ciclo vegetativo delle piante. I primi hanno un ciclo più lungo e devono essere seminati prima dell’inverno, da metà ottobre a metà novembre. I secondi hanno un ciclo vegetativo più breve e vengono seminati in marzo. In Italia si dà la preferenza ai frumenti a lungo ciclo vegetativo e di norma si ripiega su quelli a breve ciclo solo quando l’andamento stagionale in autunno è stato così sfavorevole da impedire gran parte delle semine in tempo utile. Ora sono poco coltivati.
In Europa si producono annualmente circa 50 milioni di tonnellate di frumento. All’incirca la stessa è la produzione del Continente americano e di poco inferiore è la produzione dell’Asia. L’Africa e l’Australia assieme producono solo un centinaio di milioni di quintali.
L’Italia produce annualmente più di otto milioni di tonnellate di frumento, specialmente nella provincia di Foggia, nota come il Granaio d’Italia.

Venite a trovarci ad AgriCer di Cirulli Gennaro e Figli snc. Vi sapremo consigliare la migliore coltivazione di grano.

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